· Chiara Ferrante
Dormire in aereo
Il problema in una frase
A letto il materasso regge tutto il corpo. Su un sedile di aereo lo schienale regge la schiena, ma la testa è appesa ai muscoli del collo. Quando ci si addormenta quelli mollano, la testa cade, ci si sveglia. E si ricomincia finché non si rinuncia.
L’ordine che funziona
- Bloccare la testa. Un cuscino a U che riempie lo spazio fra mascella e spalla; vedi come si usa.
- Stare seduti dritti, non sprofondati. Sprofondati, la testa finisce davanti a qualsiasi appoggio.
- Sostenere la parte bassa della schiena. Un maglione piegato dietro la zona lombare tiene il bacino più dritto.
- Via luce e rumore. Mascherina e tappi per le orecchie, solo dopo aver sistemato il resto.
Che cosa aiuta meno di quanto si dica
- Alcolici. Ci si addormenta prima e si dorme peggio; la seconda metà del volo è più agitata.
- Lo schienale completamente reclinato. Cambia di qualche grado, e chi sta dietro se ne accorge più di te.
- Un cuscino spesso dietro la testa. Spinge la testa in avanti, esattamente dove sta già andando.
I tempi
Dormire quando è notte a destinazione funziona meglio che dormire quando si è stanchi. Su un volo verso est vuol dire spesso: provarci subito dopo il decollo, e saltare il pasto.
Luce e rumore: che cosa si può davvero spegnere
In cabina si abbassano le luci, ma non è mai buio. Restano schermi accesi, le luci di lettura si accendono e si spengono, e al finestrino entra luce appena qualcuno alza la tendina. Una mascherina è quindi una delle poche cose a bordo che fa esattamente quello che promette. Nella scelta guarda la forma: una mascherina con gli incavi all’altezza degli occhi non preme sulle palpebre, e fa la differenza dopo qualche ora appoggiati di lato.
Il rumore è più difficile. Quello dei motori è basso e costante, ed è proprio lì che i tappi in schiuma sono efficaci. Quello che fermano meno sono le voci e il tintinnio dei carrelli. Le cuffie a cancellazione di rumore fanno l’opposto: tolgono meglio il ronzio basso, ma danno fastidio appena appoggi la testa di lato. Chi dorme di fianco contro il finestrino va più lontano con i tappi che con un archetto sulla testa.
Mangiare e bere a bordo
I pasti a bordo seguono gli orari della compagnia, non i tuoi. Su un volo notturno si serve spesso poco dopo il decollo e di nuovo prima dell’atterraggio, il che taglia il sonno esattamente in due. Puoi saltare un pasto; chiedi al personale di lasciarti dormire e non verrai svegliato. Con molte compagnie lo si può indicare già al momento della prenotazione.
Bere è il contrario: l’aria in cabina è secca, e lo si sente soprattutto in gola e agli occhi. Porta una bottiglia vuota attraverso i controlli e riempila dopo, così non devi aspettare il giro del carrello. L’alcol rende più facile addormentarsi e più difficile restare addormentati; il caffè nelle ultime ore prima di dormire fa lo stesso nell’altro senso.
Il ritorno non è lo stesso volo
Quello che funziona all’andata spesso non funziona al ritorno. Dipende dalla direzione, che decide come il volo cade dentro la tua giornata: verso est la notte si accorcia, verso ovest si allunga. Un volo verso est che parte alle dieci di sera ti dà forse cinque ore utili; la stessa distanza verso ovest ti fa arrivare in un momento in cui devi invece restare sveglio.
In pratica significa una cosa sola: decidi per ogni volo se hai intenzione di dormire o di restare sveglio, e prepara le tue cose di conseguenza. Chi lascia aperte entrambe le possibilità non riesce bene in nessuna delle due.
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