· Chiara Ferrante
Affrontare un volo lungo
Nel bagaglio a mano
- Un cuscino da viaggio che trattenga davvero la testa — è la differenza fra dormire e non dormire.
- Un maglione o una sciarpa. Di notte la cabina si raffredda sensibilmente, e una sciarpa serve anche da appoggio lombare.
- Una bottiglia vuota da riempire dopo i controlli. L’aria in cabina è molto secca.
- Mascherina e tappi per le orecchie. Luce e rumore ti tengono nel sonno leggero.
- Burrocacao ed eventualmente colliri — aria secca, per dieci ore.
Come vestirsi
A strati, perché avrai troppo caldo e poi troppo freddo. Niente che stringa in vita o alle caviglie: stai fermo per ore, e tutto ciò che rallenta la circolazione si sente all’atterraggio.
Quando dormire
Segui l’orologio della destinazione, non la tua stanchezza. Se atterri al mattino, prova a dormire anche se alla partenza era ancora giorno. Se atterri di sera, resta sveglio. È scomodo durante il volo e fa guadagnare una giornata dopo.
Quando muoversi
Alzati ogni due o tre ore e fai qualche passo nel corridoio. Se non puoi alzarti, ruota le caviglie e tira le punte dei piedi verso di te — tiene al lavoro i polpacci, che sono quelli che rimandano su il sangue.
Che cosa saltare
L’alcol, e il secondo caffè. Entrambi disidratano in una cabina già secca, ed entrambi rendono il sonno più agitato proprio quando ne hai più bisogno.
Pensare allo scalo prima di prenotare
In un viaggio lungo lo scalo decide spesso più del volo stesso come arrivi. Due ore sembrano tante e lo sono di rado: atterri in fondo all’aereo, cammini verso un altro molo, fai la fila a un controllo di sicurezza da rifare, e di quelle due ore resta poco.
Al contrario, uno scalo di otto ore non è riposo, a meno di sapere che cosa si trova in quell’aeroporto. Tre cose da verificare prima e che fanno la differenza: se ci sono docce e quanto costano, se c’è un’area riposo con poltrone oltre i controlli, e se il bagaglio prosegue da solo o va ritirato. Quest’ultima decide se puoi uscire dall’aeroporto.
Prese e schermi
Un telefono scarico in un viaggio lungo è un guaio più grande di un sedile scomodo: carte d’imbarco, mappe e biglietti stanno tutti lì. I power bank vanno nel bagaglio a mano, mai in stiva, e ci sono limiti di capacità — stanno sul sito della compagnia, e cambiano da una all’altra.
A bordo la corrente non è scontata. Sugli aerei più vecchi non c’è presa al sedile, e dove c’è a volte eroga meno di quanto un caricatore chieda. Non contarci. E allo scalo fai attenzione alla presa del paese in cui atterri: un adattatore messo in stiva in aeroporto non ti serve.
Le prime ventiquattr’ore dopo l’arrivo
Quello che fai dopo l’atterraggio decide come va il resto del viaggio. Il riferimento più usato è semplice: allinearsi il prima possibile all’orologio del posto in cui sei, anche se significa restare sveglio qualche ora essendo stanco. È scomodo il primo giorno e si guadagna il secondo e il terzo.
Quello che aiuta è uscire alla luce del giorno invece di chiudere le tende, e mangiare all’ora locale invece che quando hai fame. Se incontri disturbi che vanno oltre la stanchezza, è una domanda per un medico e non qualcosa che si risolve con un programma di viaggio.
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