· Chiara Ferrante
Mal di schiena e alle spalle in aereo
Che cosa fa il sedile al bacino
La seduta di un sedile di aereo è leggermente inclinata all’indietro e morbida al centro. Il bacino scivola indietro e ruota. La zona lombare, naturalmente un po’ concava, viene tirata in fuori — e tutto quello che sta sopra la segue: la schiena alta si arrotonda, le spalle vanno avanti, il collo compensa.
La modifica che cambia di più
Mettere qualcosa dietro la zona lombare. Un maglione piegato, una sciarpa, o il cuscino da viaggio quando non lo hai al collo. Fa ruotare indietro il bacino e raddrizza tutta la catena sopra. È l’intervento più economico e il più evidente.
Le spalle
Braccioli troppo alti sollevano le spalle; troppo bassi le lasciano pendere. Se non c’è nulla da regolare, appoggia gli avambracci sulle cosce invece che sui braccioli. E attenzione alla borsa: un’ora con una tracolla su una spalla in un sedile stretto pesa più del volo stesso.
Muoversi
- Ogni due o tre ore alzarsi e fare qualche passo nel corridoio.
- Sul sedile: sollevare e abbassare le spalle, dieci volte.
- Far ruotare volontariamente il bacino avanti e indietro qualche volta — cambia il punto di carico.
Se il dolore si irradia
Un dolore che scende verso il braccio o la gamba, con formicolii o perdita di forza, va fatto valutare. Vale in volo come a terra, e non è una questione di stare seduti meglio. Vedi anche l'ernia cervicale: che cos'è.
Usare quello che c’è già sul sedile
Serve poco da portare per cambiare la propria seduta, perché quasi tutto è già lì. La copertina che ti danno, arrotolata a salame e incastrata nella curva lombare, fa lo stesso lavoro di un cuscino lombare. Tiene su il bacino, ed è da lì che discende tutto il resto della postura.
Due accortezze. Non arrotolarla troppo spessa: un rotolo troppo grosso ti spinge in avanti e lascia indietro le spalle. E mettila in basso, nella curva appena sopra il bacino — non a metà schiena, perché lì non sostiene nulla e ti inclina soltanto.
Il bagaglio a mano dentro e fuori dalla cappelliera
Il momento in cui in aereo ci si fa male sollevando è quasi sempre lo stesso: alzare una borsa pesante a braccia tese sopra la testa, da un corridoio stretto, con qualcuno dietro che aspetta. La fretta non aiuta.
Quello che rende la cosa più tranquilla: appoggia prima la borsa sul sedile o sul bracciolo, e sollevala in due movimenti invece che in uno. Ruota anche i fianchi invece di torcere solo il busto. E se è troppo pesante, chiedi — il personale non è tenuto a sollevare, ma un altro passeggero lo fa quasi sempre.
Dopo l’atterraggio
Le ore dopo un volo lungo si passano spesso sedute: un taxi, un treno, una fila. È il prolungamento esatto di quello che hai appena fatto per otto ore. Chi può camminare un quarto d’ora dopo l’atterraggio prima di rimettersi seduto se ne accorge la mattina dopo.
Se dopo un viaggio resta qualcosa, di per sé non è strano; se dura giorni, se cambia natura o se si irradia al braccio, è un motivo per farsi guardare invece di aspettare. Ne parla il collo rigido dopo un viaggio più in dettaglio.
Il sedile davanti che si reclina
C’è una cosa che cambia la tua seduta in un colpo solo e su cui non hai voce in capitolo: il passeggero davanti che reclina lo schienale. Lo spazio che avevi sparisce, e il riflesso è reclinare a propria volta — il che sposta il problema su chi sta dietro di te.
Quello che aiuta è tenere sgombro il tavolino appena ti accorgi che chi ti sta davanti sta per reclinare, e rimettere dritto il tuo schienale durante i pasti. Quest’ultima non è una regola di cortesia ma di praticità: mangiare con uno schienale in faccia ti costringe esattamente nella posizione piegata in avanti che tutto il resto di questo articolo cerca di evitare.
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