· Chiara Ferrante
Memory foam o lattice?
Perché danno una sensazione diversa
Sono due materiali diversi, non due versioni della stessa cosa. Il memory foam è una schiuma di poliuretano: l’aria esce lentamente dalle celle e lentamente rientra, così se ci premi il pugno l’impronta resta per qualche secondo. Il lattice è gomma — naturale, ricavata dall’albero della gomma, oppure sintetica — ed è elastico: premi, lasci andare, è già tornato su.
Quella sola differenza spiega tutte le altre. Il memory foam si adatta alla tua forma con più precisione perché si prende il tempo di farlo. Il lattice spinge indietro, e per questo dà una sensazione più soda ed elastica.
A confronto
| Memory foam | Schiuma a freddo | |
|---|---|---|
| Ritorno elastico | Lento, secondi | Immediato |
| Segue il tuo profilo | Preciso | Generico |
| Reazione al calore | Si ammorbidisce mentre ci dormi sopra | Quasi nulla |
| Traspirabilità | Minore | Scopri di più |
| Sensazione | Avvolgente | Elastico |
La questione del calore
Il memory foam reagisce al calore del corpo: da freddo è più sodo, da caldo più morbido. Per questo lo stesso cuscino a gennaio dà una sensazione diversa che a luglio, e per questo nei primi minuti ci mette un po’ a cedere. Il lattice non fa questo: la sua elasticità non dipende dalla temperatura. Chi ha caldo a letto nota che il memory foam lascia passare meno aria del lattice, che è di solito forato da parte a parte.
Non è un difetto del materiale ma una sua caratteristica. Se quello che cerchi è soprattutto stare fresco, il lattice è la scelta più logica, oppure un memory foam con nucleo forato.
Quale per quale situazione
- Alterni la posizione supina e il fianco e vuoi un sostegno preciso: memory foam, perché riempie con più precisione l’incavo sotto il collo.
- Dormi soprattutto supino e ti piace un appoggio elastico: lattice.
- Hai caldo facilmente: lattice, oppure memory foam con nucleo forato e fodera traspirante.
- Vuoi che il cuscino tenga la forma per anni: entrambi durano più della fibra; il lattice è di solito il più longevo dei due, e quello che cede per primo è spesso la fodera, non il nucleo.
Su che cosa vanno d’accordo
Nessuno dei due va in lavatrice. L’acqua e la forza della centrifuga rovinano il materiale in modo irreversibile, e il lattice teme in più la luce diretta del sole. Di entrambi si lava solo la fodera. Come si fa è spiegato in lavare un cuscino in memory foam.
Come si usurano
I due materiali non si deteriorano allo stesso modo, ed è questo a stabilire da che cosa ti accorgi che la fine è vicina.
Il memory foam perde lentamente la capacità di tornare in forma. L’impronta della testa all’inizio sparisce in qualche secondo, poi in qualche minuto, e un giorno la sera è ancora lì. Non c’è un momento in cui si rompe; diventa gradualmente più morbido e più basso, ed è proprio per questo che te ne accorgi tardi.
Il lattice fa il contrario: continua a lungo a fare quello che faceva e poi cede in modo visibile, di solito ai bordi o intorno ai fori, dove comincia a sbriciolarsi. È meno subdolo e più facile da vedere arrivare.
L’odore all’apertura
Entrambi arrivano compressi e sottovuoto, ed entrambi hanno un odore all’apertura. Nel memory foam viene da sostanze volatili rimaste nella schiuma durante la produzione, che evaporano una volta aperta la confezione. Nel lattice l’odore è diverso, più simile alla gomma, e appartiene al materiale stesso. In genere quello del memory foam è più forte e dura più a lungo.
Che cosa farne è uguale per entrambi: aprire, stendere in piano in una stanza areata e lasciar riposare qualche giorno prima di dormirci. Non al sole, che danneggia sia la schiuma sia il lattice. Se dopo una settimana l’odore è ancora forte, è un motivo per contattare il venditore e non qualcosa a cui abituarsi.
Che cosa significa la densità su un’etichetta
Sulle confezioni compare a volte una densità, espressa in chilogrammi per metro cubo. Quel numero dice qualcosa, ma non quello che si crede. Descrive quanto materiale c’è in un dato volume, e quindi all’incirca quanto il materiale è consistente e quanto durerà. Non dice nulla su quanto risulti rigido al tatto: una schiuma densa può essere morbida e una leggera può essere soda, perché è un’altra proprietà a deciderlo.
In pratica serve quindi soprattutto a confrontare due cuscini dello stesso tipo, non a scegliere fra due materiali. Se la densità non è indicata — e capita spesso — restano le due prove che puoi fare da solo: quanto in fretta sparisce l’impronta, e quanto pesa il cuscino rispetto alle sue dimensioni.
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